martedì 30 giugno 2009

Renato Brunetta, il coraggio di innovare



Fu Pietro Nenni il primo a fare riferimento alla "stanza dei bottoni", quindici anni dopo la proclamazione della Repubblica. Nenni ricordava infatti come tutti sognino di arrivare nella stanza dei bottoni per poi scoprire, con grande delusione, che i bottoni non ci sono.
La stanza dei bottoni è concentrazione dei poteri e garanzia di consenso a chi ha già il potere.
Il Ministro della Pubblica Amministrazione e dell'Innovazione, Renato Brunetta, trattando il tema del coraggio di innovare, ricorda quanto sia importante rendere solido il cambiamento basandosi su due punti chiave: il linguaggio e il consenso.
Nella nostra storia politica le norme sono sempre bastate per cambiare il rapporto tra le persone, ma è fondamentale che il cambiamento delle norme sia condviso e che le risposte a tale cambiamento siano chiare, credibili e persistenti.
Non basta cambiare le leggi per innovare, occorre che vi sia stabilità nel cambiamento.
Il Ministro si sofferma sulla crisi che sta accompagnando la nostra epoca e in particolare gli ultimi mesi. E' una crisi che restava nascosta da tempo, che non emergeva per la mancata volontà di farla emergere. L'illusione di ricchezza è stata per anni qualcosa di effimero, che lasciava un certo spazio per credere nel presente. Le imprese, infatti, attraverso la svalutazione competitiva potevano accantonare i problemi e l'inflazione restava una delle più potenti illusioni monetarie. L'illusione di possedere un patrimonio è stata per molti anni una droga potente che alimentava un sistema pubblico parassitario. L'illusione è il mostro degli impotenti, annienta i sentimenti che muovono il cambiamento. Il rancore è una forza straordinaria, combattiva, potente, che veniva completamente svuotata dall'illusione. Con il tempo sono cresciute banalizzazioni e alibi che hanno impedito alla società di prendere coscienza delle condizioni economiche reali.
Il paradigma economico ha raggiunto una svolta quando è nata la moneta unica, in questo modo infatti il sistema ha perso l'illusione e si è palesata la rabbia di una crisi imminente.
Lentamente il gap economico e il rancore si sono accumulati e sono diventati esigibili. In questo contesto, la riforma della Pubblica Amministrazione è definita dal Ministro Brunetta come "una miscela esplosiva", è un atto di coraggio dell'uomo comune che diventa forza di cambiamento.
I valori antichi diventano, nella politica, fondamento delle scelte future.
Nella pubblica amministrazione la grande difficoltà risiede nel fatto che i beni offerti, sono privi di indicatori di segnalazione e, allo stesso tempo, le privatizzazioni non sempre hanno avuto successo. Le soluzioni che vengono proposte sono quelle di dare al cittadino la possibilità di esprimere il suo giudizio in merito, assumendo un ruolo più attivo e partecipe nell' ambito pubblico. Si vuole cercare di non rendere effimero il cambiamento, dopo che si ha avuto il coraggio di metterlo in atto e per questo occorre una vigilanza continua. I sessanta milioni di clienti, a cui è garantita la massima trasparenza, devono essere sempre controllori del sistema, resposabili indiretti della qualità di quanto dal sistema viene prodotto.
E' quindi importante avere il coraggio di premere i "bottoni" e aspettare che la stanza si illumini, per non lasciare che il cambiamento resti effimero.
Bisogna avere il coraggio di lottare per il cambiamento lasciando che siano i clienti a promuoverlo.


Chiara Vuilleumier

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