venerdì 19 giugno 2009

Una storia di alberi. La custodia del patrimonio culturale.

Eravamo all'ingresso di Villa Rufolo, di fronte a noi due cipressi.

Con una nota di rammarico il Professor Richter ci informò che fino all'anno scorso i cipressi erano tre, forse più di cinque in origine.

I cipressi furono piantati da Sir Francis Nevile Reid. Un piccolo tassello nel magnifico progetto del mecenate scozzese che, nel 1851 rilevò la villa donandole nuovo splendore. Parliamo di due alberi che non ci sono più, una sciocchezza per qualcuno, o forse parliamo dell'incapacità di mantenere vivo un piccolo pezzo di memoria storica, di bellezza.

In fondo, il visitatore che sceglie Ravello non lo fa solo per sentirsi mancare il fiato al cospetto dei sublimi scenari che danno all'infinito, ma anche per emozionarsi al profumo di una rosa in un giardino.

In questa ottica quegli alberi rappresentano qualcosa che abbiamo sottratto all'occhio curioso e bramoso del visitatore. Le nostre qualità civili ed organizzativo - gestionali si misurano anche dalla capacità di preservare la più piccola delle bellezze che abbiamo la responsabilità di custodire.

Fortunatamente Ravello offre tanto altro, ed il suo fascino sembra non essere intaccato da questa piccola storia.


Mario Sposito

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1 Commenti:

Blogger Claudia ha detto...

Ravello e definitivamente un posto colmato di incanto, capace di far dimenticare la realtà. Sembra che, in certo modo, il tempo si fermasse per permetterci di sognare con fantasie impossibili. 'E responsabilità di tutti noi, quelli che siamo statti presi di quel incanto, cercare di conservare ogni piccolo dettaglio che compone questa meravigliosa realtà.
Claudia Mejias. Caracas-Venezuela

20 giugno 2009 alle ore 16:41  

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