City of God

A metà strada tra film e documentario, Città di Dio è la trasposizione cinematografica, per la
regia di Fernando Meirelles, del libro omonimo di Paulo Lins. Ambientato in una favelas vicino Rio De Janeiro, la storia, la nascita e lo sviluppo del crimine organizzato tra gi anni ‘60 e inizi ‘80 è raccontata dal protagonista, Buscapè, l’unico che con un po’di autoconsapevolezza cerca di
sottrarsi alle dinamiche del crimine, della violenza, della vendetta, della morte grazie a un
personalissimo sogno:diventare fotografo. La fotografia come mezzo per documentare la realtà diventa strumento per Buscapè di sfuggire dalla stessa e dal proprio destino segnato alla nascita.
La fotografia è presa come tema formale, la pellicola infatti procede a scatti, a istantanee di ritratti della disperazione, della cattiveria umana e dell’odio.
Le favelas sono città nelle città dove convivono mondi stridenti. Vita e morte, legalità e criminalità, buono e cattivo sono talmente prossime che l’unica discriminante diventa il caso. Una realtà lontana per molti di noi, ma familiare per le due allieve brasiliane, Lara e Carol. Un punto di vista diverso da cui la violenza delle immagini assumono un tratto ironico e il gesto di un criminale può diventare quasi buffo. Il 14 Luglio avremo in aula il regista brasiliano e l’attesa cresce.
regia di Fernando Meirelles, del libro omonimo di Paulo Lins. Ambientato in una favelas vicino Rio De Janeiro, la storia, la nascita e lo sviluppo del crimine organizzato tra gi anni ‘60 e inizi ‘80 è raccontata dal protagonista, Buscapè, l’unico che con un po’di autoconsapevolezza cerca di
sottrarsi alle dinamiche del crimine, della violenza, della vendetta, della morte grazie a un
personalissimo sogno:diventare fotografo. La fotografia come mezzo per documentare la realtà diventa strumento per Buscapè di sfuggire dalla stessa e dal proprio destino segnato alla nascita.
La fotografia è presa come tema formale, la pellicola infatti procede a scatti, a istantanee di ritratti della disperazione, della cattiveria umana e dell’odio.
Le favelas sono città nelle città dove convivono mondi stridenti. Vita e morte, legalità e criminalità, buono e cattivo sono talmente prossime che l’unica discriminante diventa il caso. Una realtà lontana per molti di noi, ma familiare per le due allieve brasiliane, Lara e Carol. Un punto di vista diverso da cui la violenza delle immagini assumono un tratto ironico e il gesto di un criminale può diventare quasi buffo. Il 14 Luglio avremo in aula il regista brasiliano e l’attesa cresce.


0 Commenti:
Posta un commento
Iscriviti a Commenti sul post [Atom]
<< Home page